Il primo compito di Steve Evans sulla panchina dei Bristol Rovers era semplice quanto vitale: smettere di perdere. Riuscirci a Crewe, in una partita grintosa terminata 1-1, ha tolto un peso enorme dalle spalle di un club che sembrava aver dimenticato come si fanno punti.
Ma la vera sfida inizia ora. L'allenatore veterano, 63 anni e oltre 700 partite in EFL, non è stato chiamato solo per salvare la squadra dalla retrocessione in National League. Evans ha accettato l'incarico con una dichiarazione d'intenti che suona quasi come una provocazione: portare i Rovers allo stesso livello dei rivali cittadini del Bristol City.
Il Profilo: Steve Evans
Noto per il suo temperamento focoso, Evans torna in panchina visibilmente trasformato. Ha perso oltre 50 kg (otto stone) dall'ultimo incarico al Rotherham, grazie a un regime rigoroso di nuoto quotidiano alle 6 del mattino. Una disciplina che ora intende imporre allo spogliatoio.
Fermare l'emorragia
Quando Evans ha risposto alla chiamata del direttore sportivo Ricky Martin, i Rovers venivano da un incubo di 10 sconfitte consecutive. Una striscia negativa che aveva consumato le idee e l'energia del precedente tecnico, Darrell Clarke.
A Crewe, l'inizio non è stato dei migliori: sotto di un gol dopo soli nove minuti. Molte squadre in crisi sarebbero crollate. I Rovers di Evans, invece, hanno reagito. Callum Morton ha trovato il pareggio tre minuti dopo, sfruttando un'incertezza difensiva.
"Credo sinceramente che i Bristol Rovers possano essere un grande, grande club. Ma la prima cosa da fare è vincere qualche partita."