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Messico 2026: Quando il calcio smette di appartenere al popolo

Tra prezzi astronomici, lotterie virtuali impossibili e le tensioni geopolitiche del secondo mandato Trump, l'entusiasmo per il ritorno dei Mondiali all'Azteca si sta trasformando in frustrazione.

Bianca Dupont
Bianca Dupont Senior Correspondent
21 Dic 2025 7 Min Read
Estadio Azteca
FIG 1.0 — Lo storico Stadio Azteca, tempio del calcio, oggi fortezza inaccessibile.

Jonathan Zamora aveva sette anni nel 1986. Era seduto sugli spalti dell'Azteca quando Maradona usò la "Mano de Dios" e poi segnò il gol del secolo. All'epoca, suo padre Antonio comprò un pacchetto per vedere 13 partite a circa 150 dollari. "Ricordo la paura per l'altezza delle tribune e l'esplosione di emozioni", racconta.

Quarant'anni dopo, il Mondiale torna in Messico, ma quella magia sembra essere stata sequestrata. Jonathan, oggi ingegnere, voleva portare suo padre settantunenne a rivivere quel sogno. Ma dopo quattro mesi di tentativi falliti nelle lotterie online della FIFA e di fronte a prezzi che superano lo stipendio medio di un professionista, si è arreso all'evidenza: "Ci sentiamo esclusi. Sembra quasi che non ci sia davvero un Mondiale in Messico".

Il Caro Prezzi

Per la partita inaugurale all'Azteca (11 giugno), i biglietti nella fase di sorteggio costavano tra i $1.290 e i $1.825. Una cifra astronomica in un paese dove lo stipendio medio mensile si aggira sui 400 dollari.

La palla agli uomini d'affari

"L'ultimo Mondiale del 1986 profumava ancora di sudore e speranza", osserva lo scrittore Rodrigo Márquez Tizano. "Oggi, prima ancora di arrivare allo stadio, siamo in fila virtuale. Gli imprenditori si sono appropriati del pallone che prima apparteneva al popolo".

La FIFA ha dichiarato di aver ricevuto 5 milioni di richieste in 24 ore per l'ultima fase di vendita. Ma per i tifosi locali, la sensazione è che l'evento sia stato disegnato per un'élite internazionale, non per chi ha reso il calcio una religione in queste terre.

Calcio di strada Messico
Il calcio in Messico è cultura popolare, ma il 2026 rischia di tradirla

L'ombra del Muro

A complicare il quadro c'è il contesto geopolitico. Questo è il primo Mondiale diffuso su tre nazioni (USA, Canada, Messico), ma l'atmosfera di "fratellanza nordamericana" si scontra con la realtà del secondo mandato di Donald Trump. Tra dazi commerciali e retorica anti-immigrazione, il torneo che doveva unire il continente rischia di svolgersi in un clima di tensione palpabile.

Jorge García, pubblicitario di Città del Messico, ha passato ore in coda virtuale con la carta di credito in mano, pronto a spendere una fortuna per portare suo figlio a Houston. Risultato? Nessun biglietto e zero chiarezza. "Sembra che questo caos sia intenzionale, per spingerci verso il mercato secondario dei rivenditori", dice con amarezza.

$150 Costo pacchetto 1986
$1.800+ Singola partita 2026
5 MLN Richieste in 24h
"Immagino che quello che ci resta è vivere l'atmosfera per le strade. Lo stadio è diventato un miraggio."

Mentre la FIFA celebra i numeri record, il cuore pulsante del tifo messicano si prepara a vivere il "suo" Mondiale davanti alla televisione, escluso da una festa diventata troppo esclusiva per chi l'ha sognata per quarant'anni.